Anversa degli Abruzzi

Anversa degli Abruzzi

AbruzzoVacanze.net su Facebook

Necropoli di Coccitelle

Le popolazioni italiche, peligne nel nostro caso, entrarono in contatto con la potenza romana intorno al IV sec. a. C.. Nel 1996, l’indagine archeologica, preventiva alla realizzazione di una galleria, ha consentito il recupero di 50 tombe del tipo “a lastroni”, realizzate cioè con lastre di pietra che costituiscono i lati della cassa e la copertura. Lo stato di conservazione della maggior parte delle sepolture è comunque buono, ed è possibile documentare l’ampliamento dello spazio sacro dalla zona più a monte, dove sono riconoscibili le tombe più antiche, ascrivibili al IV-III sec.a.C., fino all’area in pendio, dove i corredi funerari risultano databili al II-I sec.a.C. La distribuzione delle inumazioni è piuttosto uniforme, con concentrazioni significative da porre in relazione forse a gruppi gentilizi. Nella maggior parte dei casi il corredo funerario, deposto nella tomba insieme al defunto secondo i riti legati alla fede nella vita dopo la morte, appare standardizzato. Sui lastroni di copertura delle deposizioni maschili sono state rinvenute punte di lancia o di giavellotto, mentre all’interno venivano deposte la daga o la spada. Il corredo risulta generalmente composto da un’anforetta collocata nei pressi della testa, da una ciotola all’altezza del bacino e da un’olla, contenente una brocchetta miniaturistica, interrata lungo il lato destro dell’inumato, in parte al di sotto dei lastroni appositamente tagliati per permetterne l’inserimento. Le tombe più ricche tra quelle finora scavate risultano attribuite a donne di un rango elevato.
Amministrazione Comunale
  Dove si Trova